Che noia il Puntinismo

Ha esclamato così il mio Alessandro (5 anni appena compiuti) dopo che l’ho invitato a realizzare un disegno secondo la tecnica puntinista.

In effetti, non ha tutti i torti!

Pensate che per realizzare la sua opera più famosa, George Seurat, ideatore e portabandiera del movimento Puntinista, ci ha impiegato ben due anni!

G. Seurat “Domenica a la Grande Jatte” 1884-’86

Michelangelo per affrescare la cappella Sistina ci ha messo 4 anni. Però, insomma, parliamo della cappella Sistina! E non lo dico per fare dei paragoni in termini di bellezza, ma per confrontare la differenza di superficie dipinta. In totale 6 metri quadrati per l’opera del papà del Puntinismo e 520 metri quadrati Michelangelo per la volta della Sistina. Il quale, tra l’altro, lavorò in condizioni sicuramente meno comode rispetto al pittore francese.

Ad ogni modo, considerato che con Ale sto facendo dei mini laboratori a tema artistico per tenerlo impegnato e per insegnargli qualcosa in questo periodo in cui l’asilo è chiuso per ovvi motivi (emergenza covid-19), successivamente al periodo Impressionista si colloca quello Puntinista.

Il Puntinismo è anche conosciuto come Neo impressionismo. Lo sapevate?

E’ proprio così: il Puntinismo è anche detto Neo impressionismo perchè il punto di partenza è comune: lo studio della LUCE.

Entrambi i movimenti nascono da una stessa esigenza: cogliere la verità della natura e del paesaggio nella sua essenza luminosa, cercando di trasferirla sulla tela attraverso l’uso del colore piuttosto che del disegno.

Le strade percorse però, così come gli esiti finali, sono diametralmente opposte.

Il pittore impressionista si posizionava di fronte al paesaggio da rappresentare con uno spirito romantico e le emozioni che provava passavano dagli occhi, al cuore, sino alla mano, traducendosi in pennellate rapide e istintive. Imprimeva sulla tela una sua impressione.

Il pittore puntinista fa l’esatto contrario. E’ razionale, distaccato, metodico. Lui usa una tecnica che richiede tempi lunghi e una certa pazienza. Non lascia spazio all’istinto.

Seurat: il pittore scienziato

Seurat si approccia all’arte con un atteggiamento quasi da scienziato. Mi piace immaginarlo con il camice bianco, la lente d’ingrandimento e il pennello in mano come se fosse una provetta.

Possiamo dire che la sapeva lunga. Lui aveva studiato la teoria dei colori e si sentiva sminuito nell’essere ricordato come “uno che dipinge con i puntini”, perciò aveva ideato il temine Cromoluminarismo per riferirsi alla sua pittura.

Cromoluminarismo… sembra uno scioglilingua, non trovate? Continuerò a chiamarlo Puntinismo, mi piace di più.

Alla fine dell’Ottocento si collocano alcuni studi importanti sulla teoria dei colori. Vi citerò i due che hanno ispirato di più il nostro amico Seurat:

  1. la teoria della mescolanza ottica anziché quella dei colori messa a punto da Rood. Facciamo una premessa. Prima degli Impressionisti i pittori mescolavano i colori sulla tavolozza e poi li imprimevano sulla tela (se volevano il verde provvedevano a mischiare sulla tavolozza il pigmento blu con quello giallo e ottenevano il verde); Monet and company mischiavano blu e giallo direttamente sulla tela e avevano così il verde. Con Seurat, a seguito di questi studi, succede che se l’artista vuole ottenere l’effetto del verde, applica sulla tela il blu accostato al giallo. Ad una certa distanza l’occhio umano provvederà a ricomporre questi due colori e a percepirli come verde. Ciò fa sì che il verde ottenuto sarà decisamente più luminoso rispetto a quello mescolato sulla tavolozza. Fate una prova e vedrete che differenza!
  2. Lo studio sul contrasto simultaneo elaborato da Chevreul. Ogni colore steso su di un foglio bianco presenta ai lati un’aura del suo colore complementare. In questo modo, accostando due colori complementari, l’aura di uno rafforza quella dell’altro, aumentando reciprocamente la luminosità

Vi faccio qualche esempio pratico.

La parade dei cirque“, 1887-’88, G. Seurat

Un particolare del quadro che mostra chiaramente come Seurat utilizzi il contrasto simultaneo tra complementari: guardate quante volte il rosso è accostato al verde.

Particolare del dipinto “Domenica a la Grande Jatte”

Osservate come in questo mazzolino di fiori siano presenti, non a caso, fiori blu e fiori arancioni.

Il blu infatti è il complementare dell’arancione.

Seurat il pittore colto

Era un pittore di grande cultura Seurat. Abbiamo visto quanto fosse aggiornato in campo scientifico, dimostrando praticamente nei suoi quadri i progressi fatti dagli studi sul colore. Conosceva perfettamente anche quanto fosse stato fatto prima di lui in campo artistico.

Ha una formazione accademica e frequenta spesso le gallerie del Louvre dove studia i grandi pittori del passato come Veronese e Piero della Francesca.

Nello specifico sappiamo che da Piero della Francesca prende quel senso di immobilità e di estraneità che hanno le figure che campeggiano sui suoi dipinti. Molto simili a dei manichini, anticipando in tal senso il surrealismo.

Resta molto colpito dal cromatismo di Delacroix, che è tra i primi a sperimentare l’accostamento dei colori complementari per rendere ancora più luminose le proprie opere.

Signac: l’altro grande protagonista del Puntinismo

Paul Signac è il grande amico di Seurat nonché compagno d’avventure pittoriche. Non posso chiudere questo breve approfondimento dedicato al Puntinismo senza citarlo.

I due artisti si conoscono nel 1884, in occasione di una mostra degli Artisti Indipendenti che ospitava circa 400 dipinti rifiutati dal Salon ufficiale perchè considerati troppo innovativi. Tra questi vi erano molte opere degli Impressionisti.

Ritratto di Felix Fénéon” 1890, P. Signac

Una delle opere più note di Signac è questa che ritrae il critico d’arte Fénéon. Fu lui a coniare il termine Neo Impressionismo.

Sarà Signac a portare avanti la bandiera Neo Impressionista quando Seurat muore (nel 1891 a soli trent’anni). All’amico ha dedicato un trattato intitolato “Da Delacroix al Neo Impressionismo” (1899) dove evidenzia l’importanza dell’uso del colore e del contrasto simultaneo. Un testo che ha ispirato numerosi giovani artisti come, ad esempio, Henri Matisse.

Capo di Noli” 1898, P. Signac

Mi piacciono moltissimo i colori delle ultime opere di Signac. Cosi vivi e quasi espressionisti. Sono opere come queste che hanno affascinato il nuovo stile pittorico denomimato Fauvismo e capitanato dal giovane Matisse.

In conclusione posso confessarvi che anch’io, come Ale, trovo il Puntinismo un pò noioso.

Nella storia dell’arte però ogni corrente artistica ha il suo perchè.

Il puntinismo è importante in quanto anticipatore di alcuni elementi che saranno caratteristici di alcuni movimenti artistici di fine ‘800 e inizio ‘900.

Vediamo quali:

  1. il fauvismo. Per i colori accentuati e luminosi come quelli utilizzati da Signac nelle sue ultime opere
  2. il simbolismo. Per la bidimensionalità e le figure inanimate come quelle dei quadri di Seurat
  3. il surrealismo. Per le atmosfere sospese e senza tempo che caratterizzano soprattutto le opere di Seurat.

E queste correnti artistiche che vi ho appena citato mi piacciono da matti, quindi…

Alla prossima amici!

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