Il più bel borgo dipinto mai visto prima: Dozza, il paese incantato

Ci sono almeno tre buoni motivi per visitare Dozza imolese:

  • i MURALES che campeggiano sui muri delle casette di questo borgo antico;
  • la ROCCA che troneggia in cima al paesino;
  • il VINO.

Siamo stati a Dozza in una domenica di fine settembre. Siamo partiti da Rimini che il cielo non prometteva bene: pioggerella fine fine e arietta frizzantina.

Dopo un’oretta di viaggio siamo arrivati a destinazione e ci siamo incamminati lungo il viale in leggera salita che conduce all’ingresso del paese.

Ricordo che i bambini si lamentavano: Ale perché non aveva voglia di camminare e Achille perchè voleva scendere dal passeggino. 

Fare gite culturali con i bambini non è sempre divertente, c’è sempre qualche intoppo ma l’importante è non arredersi. 

Mamme la parola d’ordine è: MAI MOLLARE!

Placare qualche capriccio ne è valsa la pena. Mi è bastato fare qualche passo per capire che ci trovavamo in un luogo fantastico.

Non avevo mai visitato un borgo dipinto prima d’ora. Certo, a Rimini abbiamo i murales al borgo San Giuliano che sono bellissimi ma, le casette dipinte di Dozza mi hanno lasciato senza fiato.

Potrei dirvi che è stato un pò come trovarsi catapultati in una favola della Walt Disney.

I murales sono il lascito di vari artisti che ogni anno dispari (il primo è stato nel 2007), si ritrovano a Dozza e arricchiscono quella che possiamo sicuramente chiamare: una galleria a cielo aperto.

I murales raccontano di Dozza: della sua storia, della storia del territorio, della bellezza del paesaggio collinare circostante.

L’idea di base è quella di offrire al visitatore una mostra d’arte contemporanea sempre nuova, sempre disponibile (non vi sono orari di chiusura per visitare il borgo) e sopratutto gratuita.

Passeggiando lungo la via si arriva in poco tempo ai piedi della Rocca che vi consiglio vivamente di visitare anche con i bambini e poi capirete perché.

Il complesso monumentale affonda le sue radici in epoca medievale (XIII secolo). Nasce come una fortezza dallo scopo militare e per lo più difensivo, data la sua posizione strategica al confine tra Bologna e la Romagna.

Nel corso della storia, la Rocca, è stata rimaneggiata più volte ma possiamo dire che l’aspetto attuale come residenza si deve al periodo in cui ci abitarono Girolamo Riario (nipote di Papa Sisto IV) e Caterina Sforza, il cui matrimonio è ascrivibile al 1473.

Su Caterina Sforza ci sarebbero tante cose da dire, in Romagna giocò un ruolo politico di fondamentale importanza, nonostante il suo essere donna. 

Non a caso è soprannominata la tigre della Romagna.

La sua storia meriterebbe un articolo a parte e chissà magari prima o poi lo scriverò.

Vi invito ad andare sul mio profilo Instagram per dare un’occhiata https://www.instagram.com/p/CGKgAD3lkIZ/

Per chiudere questo brevissimo racconto sulla storia della Rocca vi accenno solo che i suoi ultimi abitanti furono i marchesi Malvezzi-Campeggi che qui risiedettero fino al 1960, ragion per cui è perfettamente conservata.

Mi ha colpito moltissimo la cucina che presenta integra la struttura funzionale di un tempo: il camino, i fornelli e il pozzo sono ancora nello stesso punto.

In più è possibile ammirare gli attrezzi dell’epoca: gli utensili e i recipienti per cucinare, le stoviglie e gli arredi.

Mamma guarda com’è grande questa pentola! Mangiavano così tanto una volta?

mi ha chiesto Ale incuriosito

Il giro merita tutti i 5 euro del biglietto (gratis per gli under 18) anche solo per vedere le espressioni affascinate e allo stesso tempo impaurite dei bambini quando arrivano in prossimità della torre dov’è rinchiuso il drago.

Il drago Fyrstan è un’attrazione entusiasmante per i visitatori più piccoli ed è interessante leggere (sul materiale informativo del castello) che la sua origine potrebbe risalire all’anno 1000 quando qualcuno avvistò un mostruoso rettile che pare uccidesse il bestiame e avvelenasse i corsi d’acqua.

Fyrstan mentre fa il suo riposino 🙂

Esistono dei racconti che narrano di come il drago sconfisse un’armata di soldati mandati ad ucciderlo e sebbene la veridicità di tali narrazioni non è possibile constatare è sicuro che tale creatura appartiene al folklore di quel periodo e la sua esistenza è stata tramandata fino ad oggi https://www.fantastikadozza.com/il-drago

Ale ha fatto una faccia quando se l’è trovato davanti!!!

Anche le prigioni l’hanno impressionato molto. Onestamente hanno lasciato un pò di timore anche a noi grandi.

A chiusura di una visita così bella da fare in famiglia vi consiglio di fare una capatina all’Enoteca Regionale https://www.enotecaemiliaromagna.it/it/ che si trova proprio sotto la Rocca. Noi, purtroppo, non siamo riusciti a fermarci.

Voi, magari, sarete più fortunati (i bambini vi dormiranno o avete figli abbastanza grandi da starsene buoni mezz’oretta mentre sorseggiate un calice) e potrete degustare un bel bicchiere di Albana. Un vino bianco dolce e profumato che producono nelle colline circostanti.

Nel complesso il giretto a Dozza per noi vale un 10 pieno.

Ve lo consigliamo senza batter ciglio 🙂

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